Alessandro Vettori “Poets of DIVINE LOVE – Franciscan Mystical Poetry of the Thirteenth Century”, Fordham University Press, 2004, Introduction, pages XV and XVI

LAUDI COME PREGHIERE

Alessandro Vettori scrive:

«La  laude in volgare era una forma poetica piuttosto primitiva. Grazie alla sua qualità inelegante e grezza poteva occupare una posizione cruciale come mezzo di crescita spirituale e morale tra le classi inferiori. Ciò che il movimento mendicante ha fatto a livello sociologico, la laude ha fatto a livello catechetico. …  Allo stesso modo, la laude forniva una forma di preghiera accessibile e comprensibile alla maggior parte delle persone e era uno strumento necessario di elevazione spirituale e di istruzione …

Il fatto che la maggior parte dei testi poetici considerati siano preghiere introduce una discussione sulla loro “sacralità” … La musica facilita il complicato compito di comunicare verbalmente con Dio nella preghiera. La melodia de “Il Cantico di Frate Sole” e delle laudi di Iacopone che possono essere classificate come preghiere pone la questione di una comprensione della musica come concetto di armonia naturale… Attraverso questa idea totalizzante di armonia, il francescanesimo manifesta l’originalità della sua missione e la novità della sua ispirazione»

Non riesco a capacitarmi 

di come la Chiesa di Todi abbia potuto non rendersi conto di tutto questo. Jacopone, seguendo l’esempio e la raccomandazione di Francesco, ha insegnato alla povera gente analfabeta del suo tempo a pregare cantando in volgare. Quale missione potrebbe essere più nobile e santa di questa? 

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