Todi, 4 Maggio 2019

INTRODUZIONE ALLA CONFERENZA  SU EVELYN UNDERHILL

Questa conferenza è stata organizzata per assolvere ad un dovere di riconoscenza nei confronti della scrittrice e mistica inglese, Evelyn Underhill, che giusto un secolo fa pubblicava a Londra la Biografia Spirituale di Jacopone da Todi. Nella prima frase della sua Prefazione alla biografia è scritto: “L’obiettivo di questo libro è di dare ai lettori di lingua inglese il materiale necessario alla migliore comprensione di uno dei più grandi e interessanti poeti mistici italiani: Jacopone da Todi, il tipico “cantautore” del movimento francescano, il primo scrittore e poeta di filosofia religiosa e forse la figura più originale nella storia della prima letteratura italiana”.

E un po’ più sotto, nella stessa Prefazione si dice: “…molto poco è stato scritto in inglese su Jacopone. E anche gli studiosi italiani hanno lasciato senza commento la maggior parte delle sue poesie più caratteristiche”

Spesso non comprendiamo quanto importante sia il contributo di studiosi e autori stranieri che si sono dedicati con impegno ed amore a questa nostra eredità. Il contributo di Evelyn Underhill che oggi onoriamo è particolarmente importante non solo perché è il primo dei contributi di autori stranieri alla conoscenza di Jacopone, ma anche perché nel frattempo la lingua inglese è diventata la lingua globale e pertanto il lavoro di Evelyn è diventato mezzo di  diffusione della conoscenza di Jacopone nel mondo. Non è senza significato che negli Stati Uniti sia stata pubblicata nel 1982 da Serge e Elizabeth Hughes la più ampia raccolta di traduzioni in lingua inglese delle Laudi di Jacopone, né è trascurabile il fatto che negli Stati Uniti sia stato istituito sei anni fa lo Jacopone da Todi Book Poetry Prize, cioè il premio alla poesia Jacopone da Todi che è l’unico premio alla poesia dedicato ad un poeta italiano in un grande Paese straniero. Né possiamo negare il fatto clamoroso che il più antico manoscritto della Laudi di Jacopone, una volta proprietà del Comune di Todi sia – dal 1400 in poi – conservato al British Museum di Londra.

Come dirà l’amico Andrea Ó hAilpín, quando Evelyn venne a Todi nel 1924 probabilmente con qualche copia del suo libro su Jacopone, nessuno la degnò della minima attenzione. Evelyn subì le conseguenze del nostro provincialismo autarchico. Anche di questo oggi facciamo ammenda.

Per quanto mi riguarda, Evelyn Underhill è colei che mi ha fatto conoscere Jacopone ed apprezzare la sua grandezza di Poeta e di Mistico. La sua interpretazione dei moti dell’anima di Jacopone come momenti di un percorso mistico secondo i fondamenti della dottrina e della fede è stata per me affascinante e convincente. E’ diventata molto più che un interesse culturale. Trovo che la vicenda di Jacopone abbia molto da insegnarci per quello che egli pensò e scrisse, per quello che fece in vita e per il destino che fu riservato alla sua memoria. Ed anche la vita e il pensiero di Evelyn Underhill hanno molto da insegnarci: la sua profonda spiritualità, la sua vocazione ecumenica, la sua attenzione vigile e critica nei confronti delle forme istituzionali delle varie chiese. Evelyn non ha soltanto studiato e commentato Jacopone, ma lo ha anche amato e ammirato. 

Ringrazio tutti voi per la partecipazione a questa conferenza. Ringrazio i relatori, importanti e molto qualificati, che hanno accettato di metterci a disposizione le  loro conoscenze in termini semplici e divulgativi. Ringrazio infine e saluto calorosamente gli ospiti stranieri della conferenza, Dana Greene e Andrea Ó hAilpín, che hanno fatto un lungo viaggio per venirci a raccontare il loro amore per Evelyn, per Jacopone e per Todi. Buona Conferenza!

Claudio Peri