L’esperienza dell’unione mistica avrebbe potuto sprofondare Jacopone nell’isolamento contemplativo e nel silenzio. Invece, dopo che il poeta prese coscienza dell’inadeguatezza e dell’insufficienza del linguaggio umano, questa esperienza diede luogo ad un rovesciamento totale che trasformava la scrittura in esercizio spirituale, capace di accogliere la narrazione dell’esperienza mistica e di proporre soluzioni enunciative così inattese che esse avvicinano Jacopone a Dante e ne fanno il degno predecessore