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INTRODUZIONE ALLA CONFERENZA  SU EVELYN UNDERHILL

Questa conferenza è stata organizzata per assolvere ad un dovere di riconoscenza nei confronti della scrittrice e mistica inglese, Evelyn Underhill, che giusto un secolo fa pubblicava a Londra la Biografia Spirituale di Jacopone da Todi. Nella prima frase della sua Prefazione alla biografia è scritto: “L’obiettivo di questo libro è di dare ai lettori di lingua inglese il materiale necessario alla migliore comprensione di uno dei più grandi e interessanti poeti mistici italiani: Jacopone da Todi, il tipico “cantautore” del movimento francescano, il primo scrittore e poeta di filosofia religiosa e forse la figura più originale nella storia della prima letteratura italiana”.

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Dana Greene – Evelyn Underhill: Recovering Mysticism, Remembering Jacopone,

I am delighted to be here at this conference celebrating the 100th anniversary of the publication of Evelyn Underhill’s biography of Todi’s favorite son, Jacopone, and to see realized the translation of that biography into Italian by Claudio and Massimo Peri. So to all the organizers of this historic event, thank you.
I have two aspirations for my brief time with you: to tell you something of this remarkable English woman, Evelyn Underhill, and to explain why she undertook writing Jacopone’s biography.

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Aindrias Ó hAilpín – Medicinal to the Soul: Italy and Umbria in the Life of Evelyn Underhill, 

It is an honour and a pleasure for me to speak to you today. I must begin by pointing out that almost everything I will say is taken from the work of others, especially our previous speaker, Professor Dana Greene and also a thesis called Beyond the Fringe of Speech, on the spirituality of Evelyn Underhill and Art, produced in Australia by Marie Therese Crowley. My only qualification for speaking today, I think, is that like Evelyn I am a foreigner who has been visiting Umbria for many years and I have learned to love and have been inspired by this region, its culture, its people and its saints.

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Massimo Peri – Omaggio a Evelyn Underhill – Nel mezzo del cammin di nostra vita…

A cento anni di distanza dalla prima edizione inglese il saggio che qui presentiamo può apparire datato, considerando i progressi che nel frattempo sono stati fatti dagli studi iacoponici: basti pensare che quando Underhill lo scrisse non esisteva un’edizione critica delle laudi e si doveva ricorrere all’edizione di Bonaccorsi del 1490. Tuttavia a mio avviso il saggio di Underhill è ancor oggi interessante perché ci offre un punto di vista eccentrico rispetto agli studi iacoponici cui siamo abituati.

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Enrico Menestò – La mistica femminile nell’Umbria del Duecento

Per i cristiani l’incarnazione, cioè l’unione della natura umana e della natura divina realizzatasi in Cristo al momento del suo concepimento nel seno di Maria Vergine, ha generato la possibilità per l’uomo di diventare Dio e per la vita umana di unirsi e partecipare alla vita divina. Il tema capitale della divinizzazione della carne espresso, fin dalla seconda metà del II secolo, in una celebre definizione del grande Ireneo di Lione «Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventasse Dio», è stato riscritto dalla grande teologia medievale come un exitus a Deo per il reditus ad Deum. L’exitus come somiglianza divina, il reditus come recupero e trasformazione nella pienezza dell’idea divina.

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Laura Dalla Ragione – The perception and experience of the body in the 13th century Women Mystic Saints: between mysticism and anorexia.

In recent years, many authors have highlighted connections between medieval saint women and the body perception and experience in the psychopathology of modern mental anorexia. However, if in the words of mystic women the extreme denial of corporeity appears as a search towards the absolute, in the words of today's anorexic patients the body becomes the obsession, the prison, the center around which the game of identity is played.

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Martin W. M. Franken – Psicologia moderna e Misticismo medievale : il caso di Jacopone da Todi

Da psicologi, incontriamo ciò che chiamiamo “misticismo” in situazioni molto specifiche, come per esempio in certi casi di schizofrenia in cui il soggetto mostra segni di delirio cosiddetto mistico, cioè a sfondo religioso1. Ma noi qui non parleremo di casi clinici in cui v'è manifestazione di deliri o allucinazioni a sfondo religioso-mistico. E non parleremo nemmeno del misticismo in generale, poiché osserviamo che il mondo accademico odierno ha raggiunto un largo consenso nello scartare la posizione essenzialista ( = il misticismo è un fenomeno caratterizzato da un nucleo centrale ricorrente, ma territorio, tempo, influenze culturali ecc. vanno a influenzare qualità secondarie dell'esperienza mistica) e nel preferire una posizione contestualista ( = non v'è una cosiddetta “essenza” dell'esperienza mistica, ma questa dipende sempre dal “contesto” del caso specifico).

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Claudio Peri, Alcune caratteristiche peculiari del misticismo di Jacopone

Questa relazione è sostanzialmente una scelta di riferimenti, a mio avviso assai significativi, delle biografie di Jacopone di Evelyn Underhill e di Estelle Zunino, che ho letto con attenzione, sorpresa e molta simpatia per le due scrittrici e per Jacopone.
Sono convinto che non sia possibile comprendere la poesia di Jacopone se non si comprende il suo itinerario spirituale. Il maggior merito della biografia di Evelyn Underhill è di aver capito e sviluppato con molta intelligenza questo punto.

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