LA LEGGENDA

Dalla seconda metà del ‘500 ad oggi, la vita di Jacopone è stata raccontata con una leggenda che ne ha profondamente alterato l’immagine e che è in evidente contrasto con la testimonianza autobiografica che il poeta ci offre nelle Laudi. Un’analisi di questo “falso” storico che ha rischiato di distruggere la memoria di Jacopone è riportata nel libro delle Laudi (a cura di C. Peri, Fabbri Editore, 2020, pag. 353).

Il danno di questa leggenda alla verità storica si può riassumere in quattro falsificazioni: le prime due sono in aggiunta (si aggiungono racconti di fatti e situazioni inesistenti), mentre le seconde due sono in sottrazione (si eliminano dal racconto fatti e situazioni reali):

 

DUE FALSITÁ IN AGGIUNTA …

La leggenda presenta un racconto del tutto inventato della conversione di Jacopone. La sposa Vanna, amata e devota, che con la sua morte tragica avrebbe determinato la conversione di Jacopone, in realtà non è mai esistita. Un po’ di romanticismo a buon mercato avrebbe reso la storia più attraente ai lettori ignari …

Le penitenze e umiliazioni che Jacopone si sarebbe imposto dopo la conversione, che lo dipingono come un eccentrico al limite della sanità mentale, fanno parte dello sciocchezzaio che era raccontato a edificazione del popolo, in particolare nell’ambiente cattolico e francescano.

… E DUE VERITÁ CANCELLATE

La leggenda ignora completamente il periodo di quasi 20 anni che Jacopone trascorse come frate Minore nel convento di San Fortunato. Sono i 20 anni più importanti e produttivi del suo itinerario mistico e della sua produzione poetica

La leggenda fa terminare la vita di Jacopone nel 1296  eliminando gli ultimi 10 anni della sua vita (in realtà egli morì nel 1306). Si eliminava così il ricordo del suo contrasto con Bonifacio VIII, della sua scomunica e della sua prigionia, ma anche il momento più alto della sua spiritualità.