I LUOGHI DI JACOPONE

Abbiamo indicato i luoghi più significativi per la memoria di Jacopone o perché vi è vissuto o vi ha soggiornato o perché sono testimonianza del suo nome e delle sue vicende. A Todi e dintorni un itinerario jacoponico può diventare un’occasione molto stuzzicante di turismo non convenzionale.

Nella città

FONTI DI SCANNABECCO E PALAZZO PONGELLI 

CHIESA DI SAN FORTUNATO 

CHIESA DI SAN SILVESTRO 

 

PALAZZO DEL POPOLO 

CONVENTO DI MONTE SANTO 

MONUMENTO A JACOPONE 

ISTITUTO CIUFFELLI

CIMITERO VECCHIO

 

  • Fra Palazzo Pongelli e le fonti Scannabecco,
    è il luogo dove probabilmente si trovava la casa di Jacopone e della sua famiglia. Nel Palazzo Pongelli sono custoditi dipinti del ‘600 che illustrano episodi della vita leggendaria di Jacopone.
  • Chiesa di S. Silvestro
    Contiene la più verosimile immagine di Jacopone dipinta da un ignoto pittore umbro (che probabilmente lo aveva conosciuto) una ventina di anni dopo la morte del poeta. È un’immagine di Jacopone in preghiera dipinta dall’artista con evidente empatia e venerazione.
  • San Fortunato 
    è il luogo più importante della vita di Jacopone. La grande chiesa e il grande monastero furono costruiti nel XIV secolo, ma una chiesa e un convento più piccolo erano nello stesso luogo al tempo di Jacopone. Egli visse in questo monastero (che oggi è sede del Liceo “Jacopone da Todi”) i 18 anni più importanti della sua vita, poi i cinque anni più dolorosi della prigionia. Nella cripta di San Fortunato è la sua tomba.
  • Il monumento
    in fondo alle scale di San Fortunato, dedicato a Jacopone dalla città di Todi nel 1930, settimo centenario della nascita del poeta. Opera dello scultore fiorentino Valmore Gemignani.
  • Il Palazzo del Popolo In questo palazzo appena costruito Jacopone esercitò forse per qualche anno la professione di procuratore o notaio per il Comune di Todi.
  • L’Istituto Agrario Ciuffelli
    dove al tempo di Jacopone era un monastero di Benedettini, poi divenuto monastero delle Clarisse trasferite da Collazzone, con il nome di monastero di Montecristo. Probabilmente portarono nella chiesa di questo monastero, per un certo tempo, anche la bara con i resti mortali di Jacopone.
  • Il convento di Montesanto
    che fu all’inizio anch’esso monastero delle Clarisse ed è possibile che in esso fosse trasferita dal monastero di Montecristo la bara di Jacopone. Da quel monastero la bara fu più tardi trasferita alla sacrestia di San Fortunato, dalla quale il vescovo Cesi la fece portare nella cripta di San Fortunato con la tomba dei santi protettori nel 1592.
  • Il Cimitero vecchio
    sulla discesa di Ponte Rio è dove al tempo di Jacopone fu costruito l’Ospedale della Carità, uno dei primi dell’Italia Centrale, del quale era Rettore fra Ranaldo, laureato in Teologia a Parigi e al quale Jacopone, che lo aveva conosciuto bene,  dedica la laude XVII. In questo ospedale gestito probabilmente dalle Clarisse del vicino monastero di Montecristo operò con intenti di carità anche San Filippo Benizi durante gli ultimi anni della sua vita a Todi.

Fuori dalla città

MONASTERO DI PANTANELLI

CHIESA DI SAN LORENZO

Collazzone

ROCCA DI CASTEL SAN PIETRO ROMANO

Palestrina

LUNGHEZZA

ROMA

L’AQUILA

NAPOLI

DUOMO DI PRATO

FIRENZE

  • Il monastero di Pantanelli,
    sulla strada Todi-Orvieto, in cui Jacopone soggiornò saltuariamente durante il periodo vissuto da francescano laico e missionario itinerante.
  • La Chiesa di San Lorenzo
    a Collazzone con i resti del monastero delle clarisse (oggi proprietà privata) in cui Jacopone trascorse gli ultimi tre anni della sua vita.
  • La Rocca di Castel San Pietro Romano
    presso Palestrina, in cui Jacopone fu catturato dai soldati di Papa Bonifacio e in cui trascorse un primo periodo di prigionia prima di essere trasferito nel carcere di San Fortunato a Todi.
  • Il paese di Lunghezza
    dove Jacopone firmò il manifesto contro Bonifacio VIII. Una firma che gli costò molto cara.
  • L’Aquila
    o forse Napoli dove si recò in delegazione per incontrare il Papa Celestino V per perorare la causa degli Spirituali
  • Roma
    presso la Curia Romana dove trascorse un breve periodo, forse con incarichi di studio, nel periodo 1292-94
  • Duomo di Prato
    dove il pittore rinascimentale Paolo Uccello dipinse con molto sentimento il più famoso ritratto di Jacopone. E’ un segno della venerazione in Toscana per il grande poeta
  • Firenze
    Segnaliamo questa città, dove forse Jacopone non è mai stato, per diversi motivi. Il primo è che nel 1490 il sacerdote e tipografo Francesco Bonaccorsi stampò a Firenze l’editio princeps delle Laudi senza la quale oggi non avremmo nulla di certo sulla poesia di Jacopone. Al tempo di Jacopone, Firenze era stata oggetto di una attenzione politica interessata di Bonifacio VIII e del suo Cardinale Matteo di Acquasparta, tutti e due pesantemente criticati da Dante e tutti e due responsabili della scomunica e dell’imprigionamento di Jacopone. 

    [Dante era nato nel 1265, nel periodo della conversione di Jacopone, e quando Jacopone morì nel 1306, Dante era appena andato in esilio e aveva cominciato a scrivere la Commedia. Dante morì in esilio nel 1321. Tutti i critici letterari degni di questa citazione hanno argomentato la constatazione che Jacopone è da considerare il degno precursore di Dante. Che Dante non lo conoscesse è poco probabile, che non abbia saputo della sua scomunica da parte di Bonifacio è quasi impossibile. La nostra ricostruzione termina con un interrogativo drammatico: perché Dante non cita mai Jacopone pur risuonando, in alcuni suoi versi, espressioni contenute nei versi di Jacopone? Qualcuno ha avuto interesse a cancellare le tracce di qualche eventuale citazione? È un mistero da perderci la testa.]

  British Museum di Londra e il    Museo Condé di Chantilly in Francia dove sono conservati i manoscritti più importanti delle Laudi di Jacopone

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