La Poesia

Di Jacopone si conoscono 92 laudi

di autenticità certa, tre o quattro di autenticità probabile e l’inno liturgico Stabat Mater. Il merito dio averci trasmesso le laudi autentiche di Jacopone spetta al sacerdote e tipografo fiorentino Francesco Bonaccorsi che nel 1490 pubblicò per primo una accuratissima raccolta delle laudi derivante da antichi manoscritti, poi spariti da Todi, depurati dalle varie imitazioni e contraffazioni che si erano accumulate nei due secoli intercorsi dalla morte di Jacopone.

Nel complesso

la poesia di Jacopone rappresenta un’opera di straordinaria ricchezza, in cui il poeta esprime tenerezza e passione, dolore e giubilo, realismo popolare e spiritualità mistica, ironia ammiccante e graffiante sarcasmo. Jacopone padroneggia i canoni della lirica, le risorse espressive del dialogo e del contrasto e quelle della rappresentazione drammatica.

Molti filologi italiani

si sono dedicati nello scorso secolo allo studio della lingua di Jacopone e alla verifica della autenticità delle laudi; fra loro ricordiamo in particolare Franca Ageno, Franco Mancini, Matteo Leonardi, Enrico Menestò. Da non più di un secolo (dopo oltre sei secoli dalla morte del poeta) possiamo finalmente disporre di testi sui quali basare la sicura conoscenza della vita, del pensiero e della vicenda spirituale del grande poeta.

Riscoprire Jacopone,

comprenderlo e attualizzare il suo messaggio, significa oggi ricercare nelle sue laudi motivazioni umane, etiche, civili e religiose, che hanno un valore universale.